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DOVE
E COME PROTEGGERLA? |
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Dall'oftalmologo
(medico oculista) per:
prevenire, diagnosticare, curare o operare tutte le patologie
oculari, oltre ad analizzare e valutare i difetti visivi e i
disturbi della visione, attuando tutti gli interventi medici
necessari che siano in grado di ristabilire e mantenere la salute
e il buon funzionamento degli occhi, compresi gli interventi
di compensazione refrattiva chirurgica.
Dall'ottico
optometrista (tecnico della vista e della visione)
per: individuare, quantizzare e compensare i difetti visivi
e i disturbi della visione.
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Perché
scegliere l'ottico optometrista per i problemi della vista e della
visione?
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Perché,
nelle sue funzioni di ottico,
ha le capacità professionali per individuare eventuali difetti
della vista (nei limiti previsti dalla legge), oltre alle competenze
tecniche per compensarli, predisponendo ed adattando sussidi
ottici personalizzati e su misura, siano essi lenti a contatto
od occhiali, supportando il cliente nella scelta della montatura
e delle lenti più idonee sia tecnicamente sia esteticamente
, istruendolo e addestrandolo nell'utilizzo corretto dell'ausilio
visivo e garantendo, con la sua presenza costante, l'indispensabile
manutenzione e l'assistenza nel tempo .
Nelle sue funzioni di optometrista,
perché è un professionista specializzato ad analizzare, oltre
alla vista, anche la visione ed è in grado di mettere in atto
le strategie necessarie per mantenerla, consolidarla, migliorarla
e potenziarla.
L'ottico
optometrista perciò racchiude in sè una professionalità complessa,
moderna e matura in grado di valutare, dopo una profonda analisi
visiva legata ai bisogni del cliente, sia i problemi legati
alla vista, sia quelli più legati alle abilità visive binoculari,
ai comportamenti, alle caratteristiche professionali, psicologiche
e visive sotto tutti i loro aspetti. Dopo avere fatto tutte
queste valutazioni l'ottico optometrista è in grado di prospettare
al cliente un percorso condiviso e personalizzato, finalizzato
non solo alla fornitura della compensazione ottica (occhiali
o lenti a contatto) per il raggiungimento dei fatidici 10/10
di visus, ma a contribuire al raggiungimento delle migliori
performance visive possibili. Questo è possibile tramite il
Visual Traning o altre tecniche capaci di prevenire difetti
visivi e migliorare notevolmente la qualità della vita.
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Intervenendo
come unico professionista, dall'analisi della visione alla compensazione
ottica, alla rieducazione, al potenziamento, l'ottico optometrista
diventa anche l'unico referente dell'ametrope per successi e
insuccessi visivi, assumendosi
la totale responsabilità del risultato finale.
Egli evita di trasformare il cliente in una specie di pallina
da ping pong palleggiata tra diversi professionisti; questo
può involontariamente accadere, quando un professionista effettua
l'esame della vista, un altro predispone l'ausilio visivo, un
altro predispone ed esegue la rieducazione (senza che
essi abbiano lavorato in team).
Qualora
durante l'analisi visiva emergessero indicazioni che possano
far solo sospettare possibili patologie o potenzialità patologiche,
per familiarità o altro, il compito dell'ottico optometrista
è quello di inviare
immediatamente il cliente dal medico oftalmologo (oculista).
A volte l'ottico optometrista è il primo professionista che
ha un contatto con clienti in condizioni d'emergenza oftalmologica,
poichè i nostri studi sono distribuiti capillarmente su tutto
il territorio nazionale, con una presenza costante e per molte
ore giornaliere. Ricordo che, da studente d'optometria, durante
la preparazione dell'esame di clinica oculistica, il nostro
docente, il famosissimo oftalmologo
Costantino Bianchi, quando noi studenti, stanchi delle
sue spiegazioni e interrogazioni cavillose, dicevamo: " prof,
noi, terminati gli studi, faremo gli Optometristi, non gli oftalmologi,
perciò quando ci troveremo di fronte ad uno di questi problemi
patologici inviteremo immediatamente il cliente ad andare da
un' oftalmologo", rispondeva:
"questo è quello che voi dovete sicuramente fare, ma, per farlo,
dovete avere i rudimenti di base che vi consentano di capire
la gravità e l'urgenza del problema; ricordatevi che molto
spesso siete voi il primo presidio sul territorio davanti ad
un'emergenza oftalmica, perciò, anche se la patologia
non è di vostra competenza, dovete essere preparatissimi per
inviare i clienti, nei modi e nei tempi giusti, al pronto soccorso
oftalmico, a volte sono alcuni minuti quello che fanno
la differenza tra un successo ed un insuccesso in oftalmologia
!".
Con il senno del poi, come
spesso accade nella vita,
devo dire che
Costantino Bianchi aveva ragione; quante volte mi è capitato
di essere interpellato da persone che avevano subito un infortunio
oftalmico o che erano in presenza di un'emergenza e non si erano
nemmeno resi conto della gravità o l'avevano sottovalutata.
Devo affermare che quei rudimenti d'oftalmologia ficcatimi in
testa, "con forza", da Costantino Bianchi, si sono rilevati
strumenti indispensabili per convincere clienti riottosi a rivolgersi
con la dovuta urgenza all'oftalmologo per le cure necessarie.
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Ottica
Zannardi Renzo - Via Allea Comunale, 9 - 20029 Turbigo
(Milano) Tel. 0331 899193
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