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Studio
optometrico Zannardi
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Renzo
Zannardi in studio
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Io
sono Renzo Zannardi ed esercito la professione di ottico
optometrista da moltissimi anni. Mi sono diplomato in Ottica
presso l'istituto tecnico G.Galilei di Milano nel 1969 e
ho ottenuto la specializzazione in Optometria nel 1977.
Credo
di avere la fortuna di praticare una professione meravigliosa,
che, potenzialmente, è in grado di ridare luce a chi vive
in una zona grigia e qualche volta addirittura dentro un
cono d'ombra.
A
volte però vorrei abbandonare le tecniche tradizionali,
di cui mi avvalgo, per trasformarmi "nell'ottico
spacciatore di lenti" descritto da Fabrizio De Andrè
in una sua splendida canzone, ispirata a "Dippold, l'ottico",
poesia contenuta nell'Antologia di Spoon River di E.Lee
Masters. Mi piacerebbe calarmi nel ruolo di quest'ottico
trapassato e fare un uso terapeutico delle sue lenti magiche,
fornendo ai miei clienti più delusi e stressati uno strumento
che consenta loro di fuggire dalla loro noia visiva quotidiana,
facendo veder loro soltanto la luce, una luce in grado di
trasformare tutto il mondo in un gioco, senza più realtà;
sono certo che queste lenti magiche saprebbero rendere questi
clienti nuovamente liberi, felici e creativi.
Fabrizio
De Andrè,
poeta
e musicista genovese della fine del ventesimo secolo, in
una sua canzone "l'Ottico" canta:
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"Daltonici,
presbiti, mendicanti di vista, il mercante di luce,
il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali che non sanno
che farne d'occhi normali.
Non più Ottico ma spacciatore
di lenti per improvvisare occhi contenti,
perchè le pupille abituale a copiare inventino
mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare, fuggire dall'orbita
e non voler ritornare " |
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Con
il mio lavoro spero di essere riuscito a ridare
colore, gioia di vivere e libertà a molte persone
che si stavano lentamente ingrigendo e intristendo
e desidero continuare a farlo. E' incredibile quanto
la nostra professione possa migliorare la qualità
quotidiana della vita delle persone, in particolare
degli anziani e dei disabili, che spesso trascorrono
il loro tempo immobilizzati su una poltrona o una
sedia a rotelle; migliorando le loro condizioni
visive essi possono tornare nuovamente a trascorrere
il tempo in modo attivo: leggendo, giocando, guardando
la TV, usando il computer,
insomma vivendo intensamente le poche cose che il
loro corpo consente loro di fare.
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Oscar-Claude
Monet,
pittore e fondatore
del movimento impressionista, maestro
della luce, a 85 anni, angustiato da una vista
precaria che lo limitava nel lavoro, disse:
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"
Se i nuovi occhiali fossero ancora migliori, non chiederei
altro che vivere fino a cent'anni".
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La
cattedrale di Rouen 1892
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Anche
per questo motivo i miei motti sono:
"Il
primo ausilio visivo è l'utilizzo di una buona illuminazione,
il più possibile naturale".
"Ogni piccolo miglioramento
che posso dare a un cliente merita tutto il mio tempo".
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Come
optometrista mi sono formato agli insegnamenti di
Skeffinton, Bastien… e perciò con un approccio olistico
e comportamentale ai problemi visivi. L' approccio
olistico era già stato indicato, tra il 5° e
il 4° sec. a.C, dal gran maestro della salute
Ippocrate, che sosteneva che non si doveva
mai estrapolare un problema specifico dal suo contesto
generale e in particolare da quello ambientale.
Oggi mi sento sempre più cognitivista.
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Esercito
la libera professione da oltre 25 anni e sono iscritto
al libero albo professionale degli Optometristi,
tenuto da Federottica. Essendo da sempre un assertore
della formazione permanente ho frequentato numerosi
corsi d'aggiornamento, seminari, congressi, nazionali
e internazionali; ho partecipato a studi e ricerche
cliniche, pubblicazioni; mi sono dedicato con assiduità
ad attività di tipo sociale, come dèpistage nelle
scuole e nel mondo del lavoro, nel volontariato…
Conseguentemente a questo mio curriculum professionale,
l'Albo degli Optometristi di Federottica mi ha riconosciuto
il titolo di "specialist"

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IV
Congresso Nazionale Albo Optometristi
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Tessera
albo
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Albo
degli optometristi
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Una mia affermazione, fatta in un'assemblea
di colleghi e poi ripresa in una mia pubblicazione
("Ottica Italiana", marzo 1999) si è
trasformata in una citazione sempre più diffusa
nel nostro ambiente:
"Ritengo
che "Società dell'immagine"
sia la definizione che rappresenti meglio e più
sinteticamente il nostro modello sociale. Voglio
ricordarvi che siamo noi, ottici optometristi, gli
specialisti dell'immagine, perciò..."
Da
quando ho iniziato a svolgere questa professione
ho maturato una certezza: il protagonista dell'
analisi visiva deve essere il cliente, non il professionista
che la effettua. Per questo motivo ritengo che la
parte più importante dell'analisi visiva sia l'anamnesi,
in particolare comprendere "i
veri bisogni e le vere aspettative che hanno condotto
il cliente nel nostro studio". Proprio
dall'anamnesi emergono bisogni e aspettative dei
clienti che non sono legati esclusivamente al numero
dei decimi che essi vedono o a quelli che vorrebbero
vedere; molto spesso essi chiedono una miglior qualità
della visione, la capacità di mantenere impegni
visivi per un tempo più prolungato, ma anche informazioni,
consigli… Per rendere concretamente protagonista
il cliente durante l'analisi della visione cerco
di coinvolgerlo informandolo su ogni test; faccio
questo percorso per renderlo dotto e cosciente delle
sue abilità e dei suoi deficit, indicandogli così
anche i comportamenti più idonei che lui
dovrà adottare per gestire nel migliore modo possibile
il suo problema, spiegandogli inoltre che se lui
sarà ben informato potrà sempre interloquire con
i professionisti del settore con cui avrà rapporti
futuri, facendo loro domande pertinenti e pretendendo
risposte appropriate.
Perciò pongo, fin dall'inizio, un
problema di metodo nel rapporto professionista-cliente.
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Sono
Lella Morelli, da oltre venti anni sono coadiuvante
di questo negozio d'Ottica e mi occupo dell'organizzazione,
della programmazione e della parte commerciale
del lavoro, oltre a seguire attivamente i
clienti nelle scelte. Ritengo che sia indispensabile
un rapporto di totale dedizione verso il cliente,
sostenendolo sia nell'accettazione del problema
sia nella scelta dell'ausilio per compensarlo.
Sono anche convinta che l'occhiale, da vista
o protettivo che sia, prima che una merce
sia un sussidio indispensabile per il benessere
fisico e psichico della persona , perciò il
mio obiettivo primario è quello di aiutare
il cliente a raggiungere una sintesi tra le
esigenze tecniche che richiede la sua correzione
(che vengono obbligatoriamente sempre indicate
e ricontrollate dall'ottico optometrista)
e quelle estetiche che devono rispecchiare
il suo gusto, la sua personalità e anche la
moda del periodo.
Il mio motto è:
"esiste
l'occhiale giusto per tutte le persone, basta
avere la pazienza di cercarlo".
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Lella
in negozio
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Seguo inoltre i campionari e mantengo i rapporti
con i rappresentanti, eseguo piccole manutenzioni
e predispongo la vetrina, qualche volta faccio
anche supplenza ai servizi sociali, come succede
in molti negozi e studi di provincia, dove la
gente può trovare ancora una buona parola o
sfogarsi dei propri guai quotidiani. |
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